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Pranayama: la scienza del respiro


Uno degli elementi fondamentali della pratica yoga è il pranayama, ovvero l’insieme di tecniche di respirazione che lo yoga insegna allo scopo di controllare l’energia vitale (in sanscrito chiamata prana). Questi esercizi sono stati sviluppati dagli antichi Maestri per permettere al praticante di purificare il suo corpo energetico e di impadronirsi del controllo della propria mente attraverso il respiro.
La mente infatti è strettamente collegata al respiro, e possiamo cogliere questo legame osservando che nei momenti in cui è più agitata, il respiro diventa meno armonioso e meno profondo. Attraverso il pranayama inoltre, il praticante può aumentare la sua energia vitale e migliorare il proprio stato di salute innescando i meccanismi di autoguarigione.
Tutto l’universo è infatti pervaso da questa energia che pulsando fa vivere ogni cosa. Il prana permea ogni organismo e gli permette di vivere; il corpo umano funziona grazie ad un invisibile campo di energia vitale che pulsa ritmicamente ed organizza tutte le funzioni vitali, al momento della morte il prana, a poco a poco, lo abbandona e ritorna a mescolarsi col campo energetico universale.
Considerando noi stessi come dei corpi fatti di sola carne ed ossa, abbiamo perso la consapevolezza del nostro corpo energetico, ma attraverso la pratica dello yoga è possibile sentire il prana che scorre negli organi e che pulsa ad ogni respiro.
Gli antichi yogi infatti attraverso le loro profonde meditazioni, e le tecniche di respirazione controllata, impararono ad imbrigliare l’energia e canalizzarla con la propria volontà per risvegliare le potenzialità latenti del corpo e della mente.

Le funzioni del prana

Il nostro organismo assorbe il prana dall’aria che respiriamo, dall’acqua, dal cibo e dalla luce solare. Quando comincia a fluire nel corpo questa energia si differenzia per svolgere diverse funzioni a seconda delle zone in cui comincia a lavorare. Per descrivere queste diverse funzioni la scienza dello yoga attribuisce diversi nomi al prana a seconda della sua attività.
I cinque soffi (vayu) principali sono:
Prana: l'energia viene descritta con questo nome quando si localizza nel torace tra le laringe e il diaframma; qui controlla il funzionamento di cuore e polmoni .
Apana: la porzione di energia localizzata nella regione pelvica tra l’ombelico e il perineo, controlla le funzioni di reni, vescica, intestini e degli organi escretori e riproduttivi. E’ responsabile dell’espulsione di gas, aria, feci, urine e del feto al momento della nascita.
Samana: samana  significa “eguale” o “equilibrato”. Questa è l'energia è situata tra l’ombelico e il diaframma, tra le due forze opposte di prana e apana e agisce come equilibratore di queste forze. Controlla gli organi digestivi e le loro secrezioni ed è responsabile della digestione e dell’assimilazione.
Udana: energia localizzata nella testa. Udana è responsabile di tutti gli organi sensoriali e controlla il sistema nervoso simpatico e parasimpatico.
Vyana: questa forza vitale pervade tutto il corpo, in particolare gli arti ed agisce come riserva di energia, regola e coordina tutti i movimenti muscolari e gli altri prana.